|
L'idea di inserire questa pagina è
nata da una chat tenuta nel sito "Las Salvajitas" (nella sezione link
troverete l'indirizzo del sito stesso). In effetti, la chat consta di
numerose appassionate della telenovela che, instancabilmente, giorno
dopo giorno, commentano e discorrono della trama, dei personaggi e di
qualsiasi cosa possa essere loro collegato.
VILLA DEI SOSPIRI
La casa di cura
Villa dei Sospiri è stata aperta per accogliere le numerose vittime
della nota malattia “J.M.I.L.S.” (Juan Monica Immortal Love Syndrome),
malattia meglio conosciuta come dipendenza da Cuore Selvaggio. I primi
sintomi di tale dipendenza si sono manifestati all’incirca poco più di
un decennio fa; inizialmente poco diagnosticata, è diventata in seguito
altamente infettiva ed è quindi dilagata, e continua a dilagare ai
giorni nostri. La creazione di una struttura atta ad accogliere le folte schiere di pazienti è stata decisa solo nel marzo di questo anno, in effetti erano stati predisposti degli spazi per dare ospitalità a codeste persone (vedi i numerosi siti internet, nonché forum di discussione), ma ultimamente si è reso necessario il ricovero e la sorveglianza di alcuni pazienti che mal si confaceva agli organismi effettivamente presenti. La nostra Villa dei Sospiri è una costruzione che ha cercato di rispettare i canoni generali della malattia stessa, in modo da turbare il meno possibile la degenza delle ammalate.
Innanzitutto è stato
scelto il tranquillo villaggio di San Pedro, amena e ridente cittadina
messicana, poco distante dal mare. Qui la vita sembra quasi essersi
fermata al 1800; anche le usanze, per quanto possibile, cercano di
rispecchiare l’ambiente che le circonda.
Per evitare il passaggio traumatico tra la realtà e la vita parallela, creata dalla dipendenza, si è pensato di sostituire le vestaglie e i camicioni d’ospedale, con i poco pratici, ma sempre d’effetto, vestiti ottocenteschi. La costruzione è dotata di ogni comfort per chi vi risiede abitualmente, in effetti si può anche usufruire di una splendida casa sulla scogliera ogni qual volta si abbia voglia di respirare a pieni polmoni l’aria ricca di iodio di queste parti, o semplicemente per ammirare uno splendido tramonto di cui questa parte del Messico è così piacevolmente famosa.
Per le più
avventurose è anche possibile effettuare delle brevi gite alle non
troppo lontane, Santo Domingo e Isole della Martinica, tutto comodamente
organizzato sulla splendida barca a disposizione della casa di cura, il
Satan.
Le giornate scorrono grazie ad una serie di avvenimenti e di programmi atti proprio a creare una sorta di terapia per le pazienti. Si inizia la mattina, di buon ora, con una gustosa colazione in camera o nella sala da pranzo comune, a base, più che altro, di frutta e di dolci di ogni sorta; si prosegue con una bella passeggiata corroborante sulla spiaggia, in questa occasione è possibile per le degenti anche concedersi un ricco bagno rinfrescante nelle acque chiare dell’oceano. Il rientro alla villa prevede una toletta accurata, con bagni alle essenze di fiori e oli profumati. Se si desidera poi proseguire la mattinata in villa le cose da fare non mancano, i compiti per il buon andamento della casa di cura vengono divisi in modo tale da far partecipare ed integrare la pazienti. Inoltre, si tengono corsi di cucina, corsi di ricamo,corsi di cucito, corsi di pianoforte, di francese e spagnolo (tipiche attività atte a trasformare qualsiasi giovane donna in una perfetta padrona di casa). Ci si può dedicare al giardinaggio o semplicemente sistemarsi al sole gustando una bevanda a base di frutta. Per chi invece ha voglia di uscire non mancano le passeggiate per le piccole vie e piazzette caratteristiche del paese, con la possibilità di scovare nuove stoffe nei mercatini locali. Il pranzo viene servito di solito nella sala grande, ci si prepara accuratamente e si gustano le prelibatezze tipiche del posto. Subito dopo pranzo di solito ci si concede una lunga pausa di relax con la proiezione, neanche a dirlo , della telenovela Cuore Selvaggio, che tanto appassiona le degenti. Si creano poi gruppi di discussione in modo da sviscerare ogni minimo dubbio o particolare interesse, riguardante la puntata giornaliera. Bisogna inoltre ricordare che cmq ogni camera è dotata di tv , lettore e dvd completi della telenovela, in modo che se qualche paziente avesse voglia di visionare il materiale anche al di fuori dell’ora giornaliera concessa nella sala comune, lo può fare in tutta tranquillità (leggasi crisi di astinenza).
La merenda viene
servita poco prima delle 17, la bevanda più consumata è la cioccolata,
ma non vengono lesinati caffé e altri infusi, per le più esigenti.
Prima dell’ora di cena si è abbastanza libere di fare ciò che più aggrada: passeggiare, leggere, chiacchierare, e ogni altra cosa che possa partorire una mente intelligente, anche se malata, delle nostre degenti. La cena viene annunciata una mezz’ora prima in modo da dare possibilità alle residenti di potersi cambiare d’abito e prepararsi nel migliore dei modi. Di solito per cena viene servito come primo piatto una zuppa o un consommé. Il dopo cena viene trattato di volta in volta, si può discorrere amabilmente in sala grande, fare un po’ di musica, proiettare qualche altra puntata di Cuore Selvaggio o anche organizzare dei simpatici giochi tutti aventi come soggetto, ovviamente, Cuore Selvaggio.
Per tutte coloro
dedite ad una vita spirituale attiva, possono far riferimento al parroco
della comunità, padre Domenico. Per coloro che invece intendono
raccogliersi in preghiera e in altre attività religiose particolari, il
vicino convento delle monache potrà essere un ottimo rifugio.
Dopo le attività ricreative è doveroso dare ampio spazio e risalto al nostro staff lavorativo.
Ovviamente la
clinica è presieduta dal primario Eduardo Palomo,
conoscitore profondo della sindrome, per la quale ha partecipato a
numerosi convegni e congressi in tutto il mondo. Le convalescenti hanno
dato un simpatico soprannome al nostro medico, Bellomo….basterebbe
conoscerlo per comprenderne il perché!
Il dottor Palomo
segue l’iter di ogni internata, dal momento in cui entra fino a quando
non voglia uscire definitivamente dalla clinica. Ad essere sinceri
questo accade piuttosto raramente, in effetti ultimamente è consuetudine
che le pazienti firmino per restare piuttosto che per uscire!
L’entourage medico si compone anche di una folta schiera di infermieri e paramedici.
La
capo sala, Monica,
detta anche Beatrice, é davvero un ottimo elemento, ha sempre una parola
buona per tutte, è molto dolce nonché competente; pare che il dottor
Palomo l’abbia scelta personalmente per far parte del suo team. Il suo
modo di fare soave e affabile fa si che sia benvoluta da tutti,
soprattutto da coloro che risiedono stabilmente in villa. Si vocifera di
una relazione tra il primario e la capo sala, certezza non ve n’è.
Altra
infermiera è Aimee,
confidenzialmente chiamata anche Anna. Non lasciatevi incantare dal suo
nome dolce, sicuramente meno affabile rispetto alla caposala Monica;
anzi spesso e volentieri, per il suo carattere altezzoso e capriccioso,
si cerca di darle meno confidenza possibile. Sembra che spesso sia anche
oggetto di scherzi da parte delle pazienti per il modo in cui si
comporta.
Il
paramedico Andrea dal carattere piuttosto
impulsivo, a volte molto dolce e a volte completamente irritante; viene
spesso definito come una scheggia impazzita, quindi si cerca di tenerlo
a bada, soprattutto dopo la forte delusione con la perfida Aimee, che
pur avendolo sposato sembra sempre intenzionata a cornificarlo col
primario!
La
direttrice del posto è la
signora Sofia, madre di Andrea. Pare che
farebbe di tutto per vedere suo figlio a posto del vero primario….pare
che il dottor Palomo fosse figlio del suo defunto marito, quindi una
matrigna inacidita che non vuole ammettere che il suo primogenito non
riesce nemmeno a competere col dottor Palomo. Come potete immaginare, la
fama di megera inacidita non fa altro che rispecchiare il caratteraccio
calcolatore e subdolo che si ritrova la signora.
Il
portantino Alberto, entrato nel team solo
per la sua forte raccomandazione da parte della direttrice e di suo
figlio. Pare che avesse avuto un flirt con la signora Sofia, molto più
vecchia di lui, ma che mirasse più al portafogli della vedova che al suo
cuore. Cmq completamente inetto per il lavoro che gli compete, viene in
compenso chiamato “faccia di gomma” o “lucertola” dalle degenti per il
suo modo di fare. Attenzione completamente privo di scrupoli pensa
davvero di essere un buon partito per le donne, quando invece fa solo
rivoltar lo stomaco.
La signora Caterina invece sembra essere una persona totalmente in balia delle onde, piuttosto ingenua e credulona ma anche molto attaccata alle tradizioni. Donna di fede, per questo la si trova a pregare nella cappella privata della clinica o nel vicino convento delle monache. La sua presenza è piuttosto legata alla buona gestione quotidiana di tutte le attività e della vita domestica della casa di cura stessa.
La clinica si
rivolge anche a collaboratori esterni, un caso particolare riguarda l’amministratore,
l’avvocato Manera ci fa l’onore e il
piacere di tenere la nostra contabilità….in effetti con le spiccate doti
affaristiche della signora Sofia non abbiamo problemi, ma almeno
l’avvocato manifesta il suo lato umano, cosa di cui è praticamente priva
la direttrice. L’avvocato Manera è anche gradito ospite quasi ogni sera
a cena, peccato che porti con se quella sua figliola scellerata….una
certa Marianna, non farete fatica a
riconoscerla visto che dall’alto dei suoi vent’anni continua a
dimostrarne due di cervello; non a caso spesso le viene fatto notare che
il ciuccio regalatogli all’ultimo compleanno non era uno scherzo, ma che
dovrebbe usarlo sul serio!
Fortunatamente la
presenza indigesta della signorina Marianna viene colmata dal suo nuovo
marito, il giudice Marcello. Ancora non ci
si spiega quale arcano motivo abbia spinto il giudice ad accasarsi con
questa povera ragazza tanto debilitata mentalmente, ma questo poco
importa se ci consente di godere della compagnia di un signore tanto a
modo. Unico avvertimento, il signor Marcello ha un odio profondo per
tutte le persone che hanno voglia di creare scandalo con civetterie
particolari, lui osa definirle “Sporcaccione”. Certo l’aggettivo è
sicuramente un po’ forte, ma credete, non macchiatevi di questo
appellativo
Per qualsiasi altro
desiderio, non disdegnate di chiamare gli innumerevoli volontari della
clinica. A cominciare da Gioacchino e
Serafino che non mancheranno di
accompagnarvi ovunque vogliate; di Mercedes
e Angelica sempre pronte a soddisfare ogni
vostra richiesta in cucina…a dir la verità Angelica si considera più
un’ospite che una serva all’interno dell’istituto, ma se saprete
prenderla con i dovuti modi non dubitate che sarà gentile anche con voi.
Degno di nota anche il farmaco, testato sulle pazienti direttamente nella clinica, una composizione ideata appositamente dal dottor Palomo in qualità di esperto della sindrome e quindi in grado di creare una medicina che fungesse da panacea per ogni crisi da astinenza da Juan. La medicina, dal nome Juanaren, non è in vendita in nessun altro luogo. Ad uso e consumo esclusivo delle ospiti della clinica, è possibile richiedere una scorta del farmaco direttamente in direzione alla signora Sofia.
Mi sembra di aver
detto tutto, se volete entrare e godere di questa splendida atmosfera
venite a trovarci, il dottor Palomo vi sottoporrà al test di ingresso
per la clinica e vi indicherà immediatamente quali sono le cure che
presto vi porteranno a sentirvi meglio!
TEST D’INGRESSO Questo test viene sottoposta a tutte coloro si sospettino che soffino della sindrome “JMIL”, meglio conosciuta come dipendenza da Cuore Selvaggio. Sottoponetevi subito a questa visita di controllo per fugare ogni dubbio.
Quali sono le caratteristiche con cui si manifesta la sindrome “JMIL”:
I risultati:
La vostra inviata Silvia Diablita
Home |
Nei
panni di... |
CAMPUS
CS |
Wall ed altro
|